RISO SOFFIATO FATTO IN CASA: NO GRAZIE!

Cosa mi spinge a sbattermi per la spesa, a imbrattare mezza cucina e a consumare energia – la mia e quella elettrica – per fare da sola un alimento che potrei comodamente comprare già fatto?
Mangiare bene è la prima motivazione, so quello che mangio visto che l’ho fatto io e so cosa ho usato, aggiungo anche la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono e di sano e, in ultimo, a volte fare da sé è un bel risparmio.
Come blogger e come consumatrice, attenta alla salute e al portafoglio, mi sono attivata per fare il riso soffiato fatto in casa.

Ho cominciato le mie ricerche sul web, letto ricette e visto video.

autoclaverisosoffiatoSubito ho trovato un ostacolo: l’autoclave. Si, perché per fare il riso soffiato come si deve occorre un’autoclave che usa la pressione per gonfiare il riso senza aggiunta di altri ingredienti. Beh, ho pensato, visto che mi avanzano qualche migliaia di euro potrei comprarla usata così risparmio qualche centesimo ad etto di riso soffiato e poi in mezzo alla cucina ci farebbe un figurone! Quasi quasi ci faccio un pensierino. Sarcasmo isterico.

Poi mi sono ricordata di aver visto dei video dove in India e in altri paesi asiatici il riso soffiato veniva fatto in pochi secondi usando una mega padella, un wok gigante, ma di fare una buca nel giardino condominiale o in cucina con alla base un costante fuoco acceso dove appoggiare sopra un’introvabile padella macroscopica non me la sono sentita.

Ma non ho mollato e ho trovato delle ricette sul web. Che ci vuole? Ce la posso fare: il riso soffiato fatto in casa è possibile! Pronta a leggere attentamente, a prendere appunti e pronta ad agire ma poi, mentre leggo…rifletto.
…..usate l’olio di colza per friggere il riso
L’olio di colza??? Quello che usavano nei motori diesel e nei lampioni un paio di secoli fa??? Ma se è tossico!!! Non capisco, decido che non userò l’olio di colza (il mio meccanico l’aveva appena finito) e vado avanti.
…fate cuocere il riso e dopo averlo scolato mettetelo in forno per 5 ore Devo aver letto male. No, no c’è scritto proprio cinque ore, 300 minuti. Sigh! Oppure per 2 ore ad una temperatura più alta. Già meglio e ci provo anzi ci provo e ci riprovo e il riso spappolato dalla cottura sul fornello messo in forno ha due risultati diversi:

  • sgranato chicco per chicco , impresa che si avvicina allo stato mistico della meditazione, il riso è diventato tanto duro da compromettere seriamente il lavoro del mio dentista;
  • in alternativa ho fatto uno strato di un centimetro ma è rimasto drammaticamente semi-molliccio nonostante lo avessi girato mentre asciugava in forno.

Resisto e procedo:

  • nel primo caso l’ho fritto in olio di semi – mezza bottiglia – molto caldo per un minuto e poi l’ho asciugato in due metri di carta da cucina perché il riso ha assorbito l’olio fritto come una spugnetta;

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  • nel secondo caso ho appallottolato il riso – addio illusione di avere chicchi di riso sgranati – e l’ho fritto con la differenza che il riso ipoteticamente soffiato è una palla unta di riso porosa e per niente buona.
foto da WikiHow

foto da WikiHow

Il risultato finale è stato disastroso: cucina unta dagli schizzi dell’olio, mezzo chilo di riso di qualità buttato nella spazzatura, una bottiglia di olio di semi sprecata senza contare il mio tempo, luce e gas usati, metri di carta da cucina per avere un riso non soffiato ma fritto (non lo posso fare: il fegato ringrazia e il colon accende un cero per il pericolo scampato ), unto all’inverosimile e immangiabile. E non chiamatelo riso soffiato, per cortesia,  ma riso fritto.

Addio economia ma soprattutto addio salute!
Ho provato a farlo anche al forno, dopo averlo cotto e fatto scolare bene, ma lo gnomo che durante la notte doveva gonfiare ogni chicco di riso non è passato e ho trovato dei chicchi secchi e duri ma dello stesso volume di quando li ho messi nel forno.

Per fortuna qualcuno più bravo di me c’è: lo chef Lon Symensma proprietario del Bistro Cholon di Denver, di cui posto il video. Il risultato finale è quasi accettabile: i chicchi sono ben separati e gonfi, non proprio come quelli fatti con la pratica ed economica autoclave, ma mica si può stare a cercare il pelo nell’uovo. Quindi, in pratica, si cuoce il riso e si stende molto bene su una superficie piana ad asciugare per un giorno e una notte. (Dico a mio marito che stanotte dormirà sul divano visto che il suo lato del letto farà da asciugatoio per il riso mentre io, dal mio lato, accanto al riso, dormirò con un occhio aperto per girarlo quando sarà asciutto. Mi risponde che preferiva la canonica scusa del mal di testa.) Nel video dopo che il riso cotto è asciutto  viene fritto per pochi secondi (ma come! Ancora con ‘sto fritto…e dai!), asciugato ed è pronto. Di nuovo: riso fritto non riso soffiato.

Ho fatto passare la notte che porta consiglio e l’indomani mio marito, grato di aver dormito nel lettone, mi ha portato la colazione a letto. Poi, in mattinata, sono andata a piedi al supermercato: non ho inquinato, ho risparmiato e ho fatto moto Ho comprato un sacchetto di riso soffiato a poco più di un euro: economico e più sano.

Riso soffiato fatto in casa: NO GRAZIE.

Carmen Arancino

2 pensieri su “RISO SOFFIATO FATTO IN CASA: NO GRAZIE!

  1. Doyy

    Visto che nelle gallette di riso dove appunto esso è soffiato hanno trovato dell’arsenico, sarebbee meglio non mangiarlo.

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    1. Eli

      Puoi utilizzare il riso parboiled, in questo modo non avrai bisogno di fare tutti i passaggi di cottura ed essiccazione. Scalda per bene una padella antiaderente e metti il riso, poco alla volta in modo che sia ben distribuito e ogni chicco sia a diretto contatto con la padella. Dopo pochi secondi vedrai i chicchi “scoppiare”.
      Continua la cottura per pochi minuti finché tutto il riso sarà soffiato, avendo cura di girare spesso il riso in modo che non si bruci. Non è necessario aggiungere olio o burro, è sufficiente che la padella sia ben calda.
      Puoi usare qualsiasi tipo di riso, anche integrale, la cosa importante è che sia parboiled.

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